Il Tema della Morte in Astrologia teosofica. Capitolo Uno La dimensione di Saturno – Capitolo Due La Dimensione di Urano –Capitolo Tre la Dimensione di Nettuno – Capitolo Quattro la Dimensione di Plutone – Capitolo Cinque la Dimensione Umana

INTRODUZIONE – Nell’alfabeto astrologico sono, a mio avviso, quattro i simboli e i mitologemi da cui ricavare una riflessione sul tema della morte: Saturno (capricorno) Urano (acquario) Nettuno (pesci) Plutone (scorpione). Il diagramma astrologico della morte è così costituito dalla sequenza Saturno (Guardiano della Soglia) Urano (accesso al distacco anima-corpo) Nettuno (ingresso nella notte oscura) Plutone (la trasmutazione). Le quattro chiavi astrologiche sono legate al concetto della Nigredo, ovvero il processo della putrefazione sotto la simbologia del Sole Nero. In questo approfondimento parleremo della morte in senso simbolico, cercando attraverso le simbologie esoteriche, astrologiche e alchemiche, di comprenderne, per quanto possibile, il senso, con l’obiettivo non di razionalizzare la morte, ma di osservarla in ottica spirituale, come processo necessario nell’equilibrio della Creazione stessa, ovvero vi è vita ove vi è morte; senza “morte” non può esserci “vita”. E senza vita, non può esserci morte.

SEGUI IL CAPITOLO UNO NEL VIDEO CLIP

raccontato e descritto….

 

Definiamo intanto le simbologie astrologiche che abbiamo associato al processo mortale. Cominciamo da SATURNO che è il guardiano della soglia, colui cioè che fa accedere al processo “fermentativo e putrefattivo”; nella concezione alchemica, è colui che da accesso all’altro mondo, colui che concede l’ingresso a questo processo dove è incluso l’accesso alla vita. Parliamo dunque di una iniziazione innata, impulsiva, insita in ogni creatura vivente. La nascita è l’iniziazione alla vita che include in sé-stessa anche la morte, come compimento ultimo, meta finale diamantina e priva di equivoci, per ogni creatura vivente animata e inanimata. Anche una montagna, o un corso di un fiume, come un albero, o l’evoluzione di una nuvola, esprime nel suo processo evolutivo l’archetipo creativo-distruttivo, cosmogonico, di vita-morte. Saturno è l’oscurità, il buio ancestrale, ove avviene sia la nascita che la morte, Saturno quindi come Grotta ove non penetra Luce e dove nel mistero avviene la vita e la morte. Saturno domina infatti il segno Capricorno che è associato all’oscurità e al buio interiore. Proseguiremo poi con Urano che nel processo mortale, associato al segno dell’Acquario, esprime il distacco della coscienza al corpo, due realtà prima unite che si separano, e non a caso il simbolo utilizzato per l’Acquario, dominato da Urano, è il geroglifico egiziano dell’acqua, del mare, due onde parallele che si separano, l’una dall’altra. Poi incontriamo Nettuno, la coscienza che si è separata, chiamiamola pure anima per convenzionalità, accede nella dimora di Nettuno ovvero il viaggio dell’anima nella rete della coscienza, nel mare cosmico. Nettuno è un traghettatore e non a caso il suo corrispettivo greco, Poseidone, era venerato affinché venisse concesso ai marinai un viaggio sicuro e verso un porto certo. In quei tempi le avventure in mare erano sempre rischiose, considerati come viaggi verso il mistero e l’ignoto. In astrologia Nettuno è associato al segno dei Pesci che infatti rievoca, nel suo geroglifico, l’apertura dei “misteri”, la rivelazione alle anime disincarnate, è il segno che porta all’apocalisse intensa come “rivelazione” appunto, il sollevamento del velo delle apparenze. Si conclude poi con Plutone, ultimo stadio del processo mortale, dove avviene sotto la simbologia dello Scorpione, segno associato a questo pianeta dall’Astrologia, la fermentazione del corpo, la sua putrefazione, e la trasmutazione dell’anima, in qualcosa verso cui nessuna dottrina potrà mai svelarne il mistero.

SATURNO – GUARDIANO DELLA SOGLIA – Il guardiano della soglia è un “archetipo” presente in ognuno di noi, che in qualche modo diventa parte di noi dal momento della nascita. Ognuno di noi ne ha uno, alcuni potrebbero averlo chiamato “angelo custode” altri “diavolo tentatore”. Il guardiano della soglia, infatti, non ha un connotato benevolo o malevolo, è una realtà oggettiva dell’esistenza. Siamo chiamati tutti a vivere e ad agire nell’esistenza, secondo le nostre scelte, e secondo i contesti culturali e ambientali in cui ci troviamo. Il Guardiano non fa altro che seguirci, passo dopo passo, in questo processo, segnando per ogni occasione una “iniziazione” alla consapevolezza e alla comprensione di ciò che viviamo, sia sul piano spirituale sia in quello materiale. In astrologia potremmo usare i termini di evoluzione e involuzione, il Guardiano della Soglia, come fosse un dio scriba, segna sulla nostra pelle, e nella nostra anima, come cicatrici o come utili accessori, tutto ciò che comprendiamo o che non comprendiamo, tutto ciò che ci ferisce o umilia, tutto ciò che ci fa crescere e progredire, come traguardi, trofei, o come loro OPPOSTI corrispettivi. È sia Guru che Discepolo interiore, è nello stesso tempo Evoluzione e Involuzione, l’equilibrio in apparenza spietato di “dare avere”, ovvero tutto ciò che offri avrà una ricompensa, e tutto ciò che togli dovrà essere in qualche modo ripagato. Questa entità archetipica potrei definirla come EQUILIBRATORE … in astrologia il guardiano della soglia viene definito come Karma, ovvero una realtà oggettiva in cui ogni nostra scelta, e ogni scelta altrui, sono connesse tra loro a tal punto che una mia azione ha sempre e comunque un effetto domino nell’intera rete della coscienza cosmica. Strappando un fiore da terra, io strappo un fiore nel cosmo, ed ogni cosa saprà del mio gesto, e dove hai strappato togliendo qualcosa, quel vuoto che si crea, quell’assenza, chiederà di essere riempita, ricompensata. È difficile spiegare il guardiano della soglia, ma da quanto detto potete intuire che è una forza archetipa legata non solo all’inconscio individuale ma anche all’inconscio collettivo, non solo dell’umanità, ma di tutta la coscienza, terrestre e cosmica.

Nell’immagine che ritroviamo in Philosophia Reformata di Johann Daniel Mylius osserviamo perfettamente la dimensione di saturno. Uno scheletro poggia i suoi piedi su un Sole nero…. abbiamo in alto gli astri fondamentali della nostra esistenza, quello del Sole e quello della Luna. Lo scheletro ha con sé un corvo…. Il sole nero con la creatura scheletrica galleggia in uno sfondo terrestre. Ai lati dello scheletro abbiamo due creature alate che possiamo definire come angeli. Gli angeli indicano la terra, o puntano il dito verso il sole nero. L’immagine rappresenta il regno della morte e ci comunica che esso è intrinseco, e quindi appartenente, a quello della vita. Non c’è una dimensione “diabolica” o comunque non era percepita in tal senso, in questa immagine c’è del sacro anche perché abbiamo la presenza di angeli che non combattono la morte, ma la affiancono, e gil angeli sono creature che simbolicamente mettono in comunicazione il piano terrestre con il piano celeste o divino. Ecco perché questi angeli sono al fianco della morte, a metà… tra mondo terrestre e cielo, forse pronti a sollevare questo scheletro quando sarà realmente pronto alla vera trasformazione verso essenza che ritorna dal logos in cui fu creata. Infatti il sole nero, pur galleggiando sulla terra, appartiene al contesto, all’ambiente circostante, addirittura è dentro l’ecosistema intero. Questo sole nero è Saturno e l’immagine ci ricorda che siamo esseri mortali e che nella morte troviamo la vita… questo concetto pensate lo incontrai per la prima volta in una lezione di anatomia patologica durante i miei corsi universitari, dove l’anatomo patologo ci ospitò in una lezione che rimarrà impressa nella mia mente in un’aula settoria, dove su un letto di acciaio giaceva il corpo di un defunto. L’aula era fredda, marmorea, e in alto circolarmente era incisa sul muro una frase in latino che il medico ci tradusse sommariamente nel concetto “esplora la morte e scoprirai la vita”, approfondendo che solamente nello studio del processo mortale, la disciplina medica ha potuto fare enormi progressi nello studio della malattia che conduce al deperimento del corpo e delle sue funzioni e quindi alla scoperta di cure per salvaguardare la vita.

Nella seconda immagine osserviamo una illustrazione che proviene dalla Quarta Chiave del Musaeum Hermeticum. Qui notiamo una immagine simile a quella precedente dove però il sole nero viene trasformato in una tomba coperta anche da un telo… questa tomba è corrispettiva al solo nero che abbiamo appunto visto prima, mentre la candela vicino è corrispettiva agli angeli visti precedentemente. Anche qui il primo piano della morte non è distaccato dall’ambiente terrestre che vediamo intorno…. sia nel sole nero che nella tomba sotto i piedi di questo secondo scheletro rievocano l’oscurità, letteralmente il buio, quello che potremmo osservare in una caverna, in un buco della terra, in un luogo ove non vi è luce ma la sua antitesi.

Prima di andare avanti mi soffermerei su una curiosità proveniente da queste due illustrazioni. Intanto il sole nero nella prima immagine… ha intorno a sé una corona solare… pare una eclissi.. pare un astro eclissato. Ma non mi convince questo tipo di interpretazione perché abbiamo già gli astri della terra sopra la testo dello scheletro. Qui non abbiamo al rappresentazione di una eclissi sotto i piedi dello scheletro, abbiamo un elemento realmente, consistente, dotato di struttura e massa, è una entità distaccata dal concetto di Sole…. è un buco nero… e gli alchimisti in quello che Jung definì intuito … e io aggiungo non causale…. avevo compreso che nel cosmo l’evoluzione del sole… è quella di un buco nero, e non può essere che altrimenti… Anche la nostra stella che chiamiamo Sole ha una sua esistenza e anche questo astro non può sottrarsi all’evento mortale, e il Sole morirà… prima o poi, diventato un buco nero che è ad oggi, come si dicono gli scienziati, l’evoluzione a cui una stella andrà… implodendo in sé stessa e secondo la fisica quantistica, questa trasformazione imploderà dentro sé stessa diventando quindi un oggetto oscuro talmente fitto da essere invisibile agli occhi, e aprirà la visione ad un’altra dimensione.

Ha ragione Jung quando dice che nel mondo antico, nell’alchimia, troviamo tutte le risposte che oggi la scienza sta dando alla mente razionale e conscia, solamente che le incontriamo in un linguaggio simbolico che sta a noi decifrare comprendere. In questa immagine c’è al rappresentazione del buco nero… che è l’evoluzione naturale della stella luminosa quella che ci da vita, quella che è vita, appunto il Sole. Quindi la morte che stiamo osservando in Saturno e in questa immagine è paragonabile nel visione della fisica, dell’astronomica e della fisica quantistica all’exitus del Sole… quindi all’origine di un buco nero. La morte è come un buco nero… che ci proietta verso dimensioni dove la legge fisica razionale non ha più senso, dove il tempo e lo spazio sono distorti, dove si aprono multiversi, universi paralleli, in un apparente paradosso che in realtà è una Migrazione verso un nuovo mondo, un nuovo universo.

Un’ultima curiosità prima di interrompere questo primo capitolo, riguarda il simbolo in alto a questa immagine che nel prossimo diagramma osserveremo meglio.

Poi abbiamo un simbolo in alto, vicino al Sole… In questo simbolo non ci vedo ne la firma dell’autore del disegno, ne il simbolo della putrefazione che è rappresentato da altri simboli. Osservando questo segno il mio intuito mi ha portato a vedere una chiave musicale quella di fa. Onestamente non sono esperto di musica tanto meno di chiavi musicali… non so dire se questa chiave musicale era già usata nel 1622, periodo a cui è associata l’immagine che stiamo osservando; tuttavia consultando il simbolismo della musica orientale, abbiamo una incredibile corrispondenza tra Chiave di Fa detta anche Chiave di Basso, la cui nota di riferimento è appunto la nota Fa, e la nota nella cultura orientale nella scala pentatonica chiamata KUNG che è legata alla nostra nota Fa e che viene associata al pianeta e al simbolo di Saturno.

Non ho mai creduto alle casualità… ogni cosa specie se frutto di un intuito ha una sua logica, ed è evidente dunque che anche nella concezione musicale, quindi nella vibrazione delle note, se a Saturno gli appartiene un suono è quello della nota e frequenza Fa. La frequenza fa viene usata nel reiki, non a caso, per rigenerare il corpo facilitando secondo questa tradizione olistica la rigenerazione cellulare…..

al prossimo capitolo.