L’astrologia? Non può risolvere i problemi della nostra vita.
Non può conoscere tutto di noi e del nostro mondo fenomenico. Può offrirci una lente attraverso cui guardare ciò che ci sta accadendo. Può descrivere la natura delle cose, che stiamo sperimentando.

Non è un caso che sotto le simbologie della Vergine, annoto questi pensieri. Sempre più spesso mi accorgo che le persone sono alla ricerca di una verità, che alcuni ritengono possa trovarsi nel metodo astrologico. Anche se una tecnica intende, nella sua struttura, interpretare il nostro mondo fenomenico, non significa affatto che sia depositaria di una verità.

Cosa può fare una consulenza di astrologia? L’astrologia offre De rerum natura! Ovvero può aiutarci a comprendere la natura simbolica di ciò che viviamo, secondo i suoi sistemi e sopratutto secondo i suoi limiti.

Spesso vengo in contatto con persone che ritengono che l’astrologia possa svelare i misteri di ciò che accadrà domani.

  • Voglio sapere se mi sposo
  • Voglio sapere se lo riavrò con me
  • Voglio sapere cosa accadrà domani a colloquio
  • Voglio sapere se avrò fortuna

Domande, badate bene, legittime, nel senso è giusto che qualcuno si domandi cosa accadrà domani, se “domani” sarà migliore di oggi. I quesiti sul domani e il voler sapere cosa il futuro ci riserva è una prerogativa tipica dell’umanità, probabilmente gli animali non hanno questa cognizione del tempo e si limitano a rispondere agli istinti della Legge della Natura nel qui ed ora, ovvero vivono la loro giornata, poi vanno a dormire e domani “dio vede e provvede”. L’uomo dotato di un cervello sofisticato, si è sempre posto quesiti sull’esistenza e su ciò che vive. E’ una tendenza “esistenzialista” dell’animo umano, che a mio avviso non va censurata perché appartiene alla nostra natura. Quindi ben venga porsi domande sul domani.

Ma nel momento in cui decidiamo di usare un metodo per dare risposte a queste domande futuriste, dobbiamo altresì accettare il fatto che qualsiasi metodo è suscettibile di errore. Diffidate da coloro che vi dicono “ci prendo sempre sul futuro, sono infallibile, il mio metodo non fallisce mai”; sta mentendo!

La statistica è la “scienza” socialmente accettata di predizione del futuro, o meglio di proiezione. La statistica ipotizza attraverso i suoi metodi una serie di “possibili futuri” a cui potremmo andare incontro. Il metodo statistico contempla tuttavia un “margine di errore” spesso anche notevole.

Così l’astrologia, che nel momento in cui diventa “materia di predizione” ha un suo grado anche elevato di errore interpretativo. Non è il metodo in sé a sbagliare, ma sono le innumerevoli variabili di cui siamo costituiti e soggetti a rendere il così detto “pronostico” altamente vulnerabile.

Infatti il più delle volte quando faccio qualche previsione, comprendiamo sempre che il fatto predetto si manifesta in modo “diverso” da come ce lo aspettavamo, ma porta con sé comunque una qualche natura legata all’oggetto predetto. Non è dunque una predizione, ne un vaticinio, l’astrologia permette di conoscere il futuro attraverso la “PROIEZIONE”, nello stesso modo in cui avviene nella statistica, con ovvie differenze.

La statistica raccoglie dati, fatti presenti, e passati, e da questi attraverso una serie di algoritmi esprime un giudizio sul futuro, sotto forma di proiezione.

L’astrologia osserva il presente di un individuo, le caratteristiche di nascita, le qualità umorali e temperamentali, una serie di dati che poi producono una indicazione sul futuro, che è semplicemente una “proiezione” ovvero una ipotesi possibile di un futuro ipotetico.

Il grafico di nascita e i transiti utilizzati per la previsione, infatti, presentano una lacuna non di poco conto: non ci comunicano l’ereditarietà antropologica, sociologica, geografica, politica, culturale a cui apparteniamo. Questi fattori fanno la differenza sull’esito finale di una qualche ambizione.

Vi faccio un esempio: il quesito “troverò un lavoro” è lecito come domanda, ma uno stesso transito potrebbe sullo stesso grafico di nascita darci gli stessi aspetti, le stesse qualità. Solo che il soggetto A vive in una regione del mondo industrializzata, piena di possibilità, di uffici, una megalopoli; il soggetto B vive in un paesino lontano dalle città avanzate, oppure vive in una area geografica dove il sistema politico, economico e lavorativo è collassato, e che non offre molte possibilità di trovare lavori dignitosi.

Eppure stiamo di fronte ad una stessa “energia” a livello di transiti astrologici. Quali tra i due soggetti, A e B, avrà secondo voi più possibilità di trovare un lavoro? Ovvio, il soggetto A. Mentre per il soggetto B probabilmente il trovare lavoro sarà canalizzato verso qualcos’altro, in qualche modo in sintonia alla realtà che lo circonda.

Questo esempio banale ci spiega che una previsione non è mai un vaticinio medianico o sensitivo, non è il frutto di una “visione” del’astrologo, ma di una interpretazione che deve tuttavia tenere conto del “nesso storico sociale politico e culturale” di appartenenza sul piano individuale e collettivo.

 

E’ per questo motivo che sempre più spesso le numerose scuole di astrologia tendono ad offrire una astrologia contemplativa ovvero una astrologia attraverso cui comprendere ciò che stiamo vivendo ora, in questo istante esatto.

Questo porta certi consultanti a dire: e che ci faccio con una astrologia del genere, io mica ho bisogno di sapere cosa accade “ora” , io già lo so cosa sta accadendo ora!

Ne sei sicuro? Sai veramente ciò che sta accadendo ora?
Il comprendere il qui ed ora significa comprendere cosa sta accadendo al nostro mondo fenomenico messo in relazione al nostro micro e macrocosmo. Conoscere la natura di un evento che stiamo vivendo ora, ci porta consapevolezza, ovvero la comprensione di quanto accade. Aprire gli occhi, sollevare il “velo di Iside” verso ciò che non capiamo, significa automaticamente comprendere cosa in modo ineluttabile accadrà.

Se sei convinto di sapere cosa sta accadendo ORA non hai bisogno di un astrologo, perché se tu conoscessi realmente il tuo ora, conosceresti in modo implicito il tuo ieri e il tuo domani (ovvero il tuo futuro).

Conoscere ciò che accade ora, di che natura è fatta, significa comprendere cosa accadrà e come le cose andranno.

Se io sono legato a una persona, ma questo rapporto vacilla da anni, e mi rifiuto di aprire gli occhi di fronte ad una realtà evidente, posso consultare i vaticini di tutto il mondo ma non vedrò mai il mio domani, perché mi ostino a guardare qualcosa che non c’è più. Se invece apro gli occhi e dico a me stesso “il rapporto è finito” accetto la fine, e il mio domani è implicito: sarò libero da questo condizionamento dunque libero di aprirmi ad una nuova relazione affettiva, ad una nuova esperienza d’amore.

Cerco con esempi banali di portarvi ad una comprensione, semplice: l’astrologia non predice il futuro, la predizione non esiste è un termine “superstizioso”, obsoleto, oppure non più accettabile in un mondo post-illuminista!

L’astrologia oggi ti offre la possibilità di conoscere la natura delle cose che vivi nel qui ed ora, e attraverso questa comprensione ti permette di “proiettarti” in un futuro, con cognizione e, sopratutto, con rispetto per te stesso.

A volte sento dire “Giove mi porterà fortuna?”
Ma come potete immaginare che la fortuna sia portata da un pianeta o da un simbolo? La nostra fortuna è portata dalla volontà dell’io di raggiungerla e concretizzarla. Non esiste nessun pianeta o simbolo planetario che porta una fortuna o una sfortuna, anche il celebre SATURNO CONTRO è una energia che ha il senso di farci sperimentare un “contenuto”, quello della responsabilità, ovvero assumere il coraggio delle proprie azioni pregresse e presenti, e su tale assunzione accettare le conseguenze con responsabilità. Diventa un transito fortunato… se avremo la capacità di tradurre la “responsabilità di Saturno in “materiale di costruzione e ricostruzione”, diventerà un transito sfortunato se invece rifiutiamo di assumerci le nostre responsabilità. Questo esempio ha il senso di farvi capire la differenza tra un simbolo che “esprime una certa energia e un certo temperamento” rispetto alla fortuna, sfortuna, che sono due concetti che individualmente decidiamo di vivere, con scelte autonome.