Alla luce dell’ultima rivelazione (settembre 2019) della Marina Militare USA, ovvero che “esistono” oggetti volanti non identificati (che noi chiamiamo comunemente UFO, mentre la sigla che gli enti governativi usano è UAP che sta per Unidentified Aerial Phenomena) possiamo guardare gli eventi raccolti dagli archivi storici del nostro passato con occhio più lucido.

1954 L’AUTUNNO DEGLI UFO | GIOVE era negli ultimi gradi del Cancro in congiunzione a URANO negli ultimi gradi del Canro; Saturno in Scorpione; Nettuno in Bilancia; Plutone in Leone.

L’evento è definito “ondata di avvistamenti dell’autunno 1954” e si riferisce ad una massiccia quantità di avvistamenti denunciati da persone comuni avvenuti nei mesi di settembre, ottobre, novembre, quando URANO-GIOVE erano in perfetta congiunzione nella simbologia del Cancro.

Si è stimato, statisticamente, che questi avvenimenti del 1954 rappresentano il 75% d tutti gli avvistamenti noti (fino al 1954) del mondo. Furono in modo particolare coinvolti la Francia e l’Italia, e si verificarono eventi di bambagia silicea (pioggia di sostanza appiccicosa di origine ignota, che spesso si presenta dopo avvistamenti ufo).

Il 1954, nei mesi di settembre ottobre novembre, è ricordato come il primo fenomeno in assoluto che rappresenta la prima vera ondata di avvistamenti UFO, una vera e propria invasione.

Elenco i principali avvistamenti avvenuti nell’autunno del 1954, soffermandomi poi su quello più celebre in Italia.

  • 10 settembre: Marius Dewilde, un ferroviere che abitava vicino alla stazione di Quarouble, fu testimone di un presunto avvistamento di UFO. Secondo il suo racconto, alle 22:30 sentì abbaiare il cane e uscì di casa con la lampadina tascabile incamminandosi lungo i binari. Ad un certo punto vide uno strano apparecchio e accanto ad esso due esseri alti circa un metro che indossavano uno scafandro. I due esseri risalirono sull’apparecchio, che si alzò in volo. Nel successivo sopralluogo effettuato dalla polizia furono riscontrati segni sulle traversine e sul pietrisco tra i binari. Il caso ebbe un notevole risalto sui giornali francesi
  • 24 settembre: avvistamenti di UFO furono segnalati in sei località: Bayonne, Lencouacq, Tulle, Ussel, Gelles, Vichy.
  • 30 settembre: nei pressi di Marcilly-sur-Vienne, sette operai di un cantiere edile e il capocantiere Georges Gatay ebbero un presunto incontro ravvicinato con un UFO. Essi videro un apparecchio a forma di disco e accanto ad esso un umanoide di piccola statura, che aveva in mano un casco. Secondo il racconto dei testimoni, sia il disco che l’umanoide svanirono all’improvviso.
  • 7 ottobre: avvistamenti di UFO vennero segnalati in 28 località diverse, tra cui La Ferté Macé,  Lavenay,  Montlevicq,  Ballon,  Cassis,  Corbigny,  Puymoyen,  Marcillac.
  • 24 ottobre: Emile Turpin, un ispettore delle ferrovie, si trovava nei pressi di Boulogne-sur-Mer e stava per fotografare alcuni siti preistorici. All’improvviso, secondo il suo racconto, vide in cielo un apparecchio a forma di disco, con un rigonfiamento nella parte centrale; Turpin riuscì a scattare due foto dell’oggetto prima che prendesse quota e sparisse dalla sua vista.
  • 27 ottobre: avvistamento di UFO a Firenze.
  • 28 ottobre: a Roma, poco prima del crepuscolo, numerosi cittadini videro in cielo un UFO, che fu osservato anche dall’ambasciatore USA in Italia, Clare Boothe Luce. Come avvenuto il giorno precedente a Firenze, anche a Roma si verificò la caduta di bambagia silicea.
  • 6 novembre: a Roma diversi cittadini, tra cui il console e ufologo Alberto Perego, osservarono una formazione di piccoli globi luminosi sopra la Città del Vaticano.
  • 14 novembre: alcuni UFO vennero osservati a Gela, in Sicilia; anche in questo caso si verificò la caduta di bambagia silicea.

Quelli citati sono solo alcuni dei casi più celebri e che fecero più clamore. E’ molto interessante notare il fermento dei giornali del 1954, proprio in quei mesi. In particolare ho consultato l’archivio storico de “LA STAMPA”, dove non mancano gli articoli in cui la comunità medica dichiara che la comunità è in preda ad una psicosi collettiva e a visioni allucinatorie: quando qualcosa è inspiegabile, interviene sempre la psichiatria a risolvere il dilemma! Riporto i vari stralci di articolo tratti da edizioni del 1954 La Stampa.

 

LA STAMPA 2 ottobre 1954

 

Le deduzioni giornalistiche non mi hanno mai convinto, certi fenomeni sono per lo più bollati come “fasulli” o “visioni di psicotici” perché il più delle volte la ragione umana non accetta certe “idee” fantascientifiche, impossibili da spiegare alla ragione. URANO simbolo collegato a questi fenomeni è dopotutto emblema proprio dell’alienazione, o se vogliamo leggerlo in modo più positivo, emblema della trasformazione dello status-quo in un nuovo stato di fatto, di fronte a inedite rivelazioni, Urano palesa nuovi linguaggi e nuove verità oltre le apparenze terrestri-razionali.

E parlano dunque le testimonianze… la più celebre è quella del “Caso lotti”; si verificò il 1 novembre 1954 alle ore 6:30 del mattino. L’inchiesta fu tuttavia approfondita dopo molti anni dal fatto, nel 1972. I tempi non erano maturi, culturalmente, per poter affrontare certi argomenti!

Rosa Lotti Dainelli, contadina quarantenne, sposata e madre di quattro figli, viveva insieme alla famiglia in una casa colonica nel podere “La Collina” situato in una zona isolata tra Capannole e Cennina, frazione di Bucine (AR).  È stata considerata un soggetto mentalmente stabile ed attendibile. Proveniva da una famiglia umile, di scarsa cultura e «aveva sentito parlare di dischi volanti solo due o tre volte». Rosa Lotti Dainelli, con l’intenzione di assistere alla messa di Ognissanti e visitare il cimitero, percorse un sentiero di campagna che portava alla chiesa di Cennina. In occasione della messa indossava il vestito nuovo e per non rovinare le scarpe buone decise di portarle a mano insieme alle calze e a un mazzo di garofani (Dianthus caryophyllus) come offerta alla Madonna pellegrina, la cui processione era avvenuta la sera prima.

La donna conosceva bene quel sentiero, lo aveva percorso molte volte, anche di notte. Nei pressi di una radura a circa 20 metri di distanza intravide tra i cespugli un oggetto appuntito. Avvicinandosi notò che era fusiforme ed era incastrato nel terreno in posizione verticale.

 

«Come due campane unite insieme alla loro base»

(dal cinegiornale La Settimana Incom, n° 24 anno XV.)

«Una specie di doppio cono, alto oltre due metri e largo circa un metro nel mezzo […] L’esterno dell’oggetto brillava come fosse metallo ben lucidato. Nella parte bassa del cono c’era un portello aperto di vetro, e all’interno si potevano vedere due piccoli sedili, piccoli come quelli usati dai bambini. Nella parte centrale più larga del fuso, c’era una specie di vetro rotondeggiante, stondato che seguiva la forma rotonda della misteriosa macchina.»

(da La Nazione Italiana, 2 novembre 1954.)

 

«L’oggetto era molto ingrossato al centro e appuntito alle estremità. Sembrava ricoperto di cuoio.»

(da Il Giornale del mattino, 2 novembre 1954)

Dai cespugli uscirono improvvisamente due esseri dalle fattezze umanoidi ma alti soltanto un metro («Quasi come uomini, ma delle dimensioni di bambini»). Indossavano una tuta grigia aderente con bottoni lucenti, una corta mantellina sulle spalle, «un casco apparentemente di cuoio che copriva, con due dischetti, anche le orecchie.» e un nastro di cuoio intorno alla fronte.

«Avevano degli occhi magnifici, pieni di intelligenza. I loro nasi avevano una forma normale, le loro bocche come quelle degli uomini ma le labbra superiori erano leggermente curvate al centro, in modo che anche quando non stavano ridendo si vedevano i loro denti. Avevano denti come i nostri, larghi, denti forti, ma corti (come fossero stati limati) e piuttosto in fuori come quelli dei conigli.»

 

I due esseri le presero i fiori e una calza che riposero nell’ordigno fusiforme. Da come gesticolavano e dal tono della voce non sembravano minacciosi, ma amichevoli. Parlavano una lingua descritta come simile al cinese (ripetevano «liu, lai, loi, lau, loi, lai, liu»). La signora protestò per riavere indietro le sue cose ma i due esseri le restituirono solo una parte dei fiori tenendosene cinque. Con una calza legarono il mazzo dei fiori restanti e lo posero nell’ordigno.  Uno dei due prese dall’interno dell’oggetto fusiforme uno strumento cilindrico marrone e lo puntò verso la signora «dando l’impressione di scattare delle fotografie». Spaventata la donna si allontanò nel bosco senza però essere inseguita.

Dopo il racconto dell’avvenimento i carabinieri ispezionarono il luogo e trovarono una buca, presumibilmente creata dalla punta dell’oggetto infilata nel terreno.

Ampelio Torzini (allora un bambino di sei anni) in occasione di un tema scolastico rivelò di aver assistito insieme al fratello di nove anni, Marcello, al colloquio tra la donna e i due esseri non identificati mentre erano a pascolare i maiali nella radura. Non è sicuro se i due fratelli potessero essere considerati testimoni oculari attendibili o se il racconto fosse solo frutto della fantasia dei due.

Il racconto della donna fu accompagnato da diverse testimonianze di avvistamenti di oggetti volanti non identificati che coincidono per collocazione temporale. Le notizie sono riportate dai quotidiani toscani Il Giornale del Mattino e La Nazione tra il 2 e il 5 novembre. 

In totale si contano 24 testimoni di avvistamenti di “dischi diurni” (legati all’avvistamento del “Caso Lotti”)

  • Alle 6:30 circa un operaio di S. Leolino, mentre era a caccia, vide un corpo luminoso scendere di quota fino ad atterrare nella zona in cui avvenne l’incontro tra la donna e i due esseri non identificati.
  • Sempre verso le 6:30 il floricoltore Andrea Livi e il figlio Vittorio percorrendo il tratto stradale Bucine/Ambra osservarono «un ordigno conico di colore rosso, luminoso, e delle dimensioni di circa due metri, che sembrò innalzarsi da Ambra ed attraversare la zona emettendo fiammelle e lasciando dietro di sé‚ una scia di volute bluastre come di fumo».
  • Un muratore di venticinque anni, Romualdo Berti, avvistò un «razzo luminoso che si alzava in verticale dal bosco di Ambra, sprigionando fiammelle bluastre dalla coda. L’oggetto si diresse verso sud, da Cennina verso Badia a Ruoti».
  • Passate le 7:00 Luigi Dini, impiegato alla Corte d’appello di Firenze, assieme alla figlia, vide «una strana cosa volante» proveniente dal Falterona e diretta verso Arezzo (verso sud).
  • Il meccanico Marcello Pistocchi, percorrendo in motocicletta il tratto che da Mercatale porta a Bucine, avvistò nel cielo «un ordigno sferico che volava orizzontalmente e che emanava una luce così forte da illuminare a giorno il terreno sottostante». La luce proveniva da un faro al centro dell’oggetto e da altri due ai lati. Emanava una scia di colore rosso-blu. Gridando, Pistocchi attirò l’attenzione di Giuliano Colcelli e sua sorella Tosca che, affacciatisi alla finestra della loro casa, videro l’oggetto mentre si allontanava. Lo descrissero come «una specie di uovo rossastro».
  • Al fenomeno assistettero anche Gino Pianigini, Luigi Bianchi e don Nerio Rossi (da Cennina).
  • Le evoluzioni dell’oggetto furono descritte anche da Ottorino Santarelli, Otello Buriasi e Angiolino Brogi (da Pietraviva), che descrissero l’oggetto come un «”globo celeste” che volava in direzione di S. Lucia e, secondo Santarelli, emetteva strani lampi fra il celeste e il rosso».
  • Secondo La Nazione altre nove persone avvistarono un oggetto volante luminoso nella zona di Bucine.

IL CASO LOTTI – GRAFICO ASTROLOGICO

L’evento avviene con un Ascendente Scorpione fortemente sollecitato da pianeti in congiunzione superiore e inferiore rispetto alla cuspide celeste,  Mercurio è predominante alla congiunzione con la cuspide celeste, Marte è la seconda dominante. Elemento dominante Acqua. La Casa Dodici è in Bilancia governata da una Venere retrograda in ascendente. Se diamo retta a questo grafico l’evento è “manifestazione dell’io” ovvero è un evento che tocca l’io-simbolico di quel momento, non ci sono suggestioni possibili. La dodicesima vede inoltre Nettuno in quintile alla Luna in terza una forte energia di “comunicazione” con il luogo per antonomasia associato al “cosmo profondo”.

Urano-Giove sono congiunti in aspetto di opposizione a Marte e in quadratura ad una complessa testa di quadrato-T nonché in semisestile al governatore dell’Ascendente, timoniere dell’intero oroscopo.

Tutti i pianeti sono “comunicanti” in una configurazione geometrica chiusa. Se consideriamo “mercurio” come oggetto volante notiamo il fatto che si trova proprio sulla cuspide dell’ascendente, dell’evento, in diretto contatto con l’io-umano (della signora Lotti di cui purtroppo non sono riuscito a ricavare la data di nascita e che è deceduta nel 2017 all’età di 92 anni). Se posizioniamo il Pianeta Terra nel grafico dell’evento, osserveremmo il nostro pianeta nel grado 8° nel segno del Toro, in discendente, sulla cuspide, e formerebbe una grande croce insieme agli altri aspetti planetari (Sole opposto Terra | Urano-Giove congiunti e opposto Marte). Il Punto Terrestre introdotto è il “punto da cui” la testimone, la signora Lotti, esprimeva l’evento.

Personalmente guardando questo grafico ritengo che la Lotti sia in totale buona fede, e ciò che ha raccontato corrisponde effettivamente a ciò che ha visto. Segue grafico con “punto terrestre” (che corrisponde sempre allo stesso grado del segno solare, in segno opposto a quello solare) e una immagine che ricostruisce l’evento, pubblicata nei giornali di quel periodo (1954).

FONTE del caso lotti “wikipedia”
stralci dei giornali tratti dall’archivio storico LA STAMPA liberamente consultabile