Eris per il collettivo affronta l’autorità patriarcale del post-neolitico, rievocando l’arcaica matriarcalità che un tempo contraddistingueva le società di questo mondo, dove la donna era il centro non solo del focolare domestico ma anche delle vicende politiche, amministrative e di potere in genere. Il pianeta Eris entra in un immaginario astrologico dove prima di allora solo due erano i pianeti principali identificati con un nome femminile: Luna e Venere; Eris, ma anche Sedna, che affronterò in futuro nelle analogie al Pianeta Y morpurghiano, va a formare la quadruplicità planetaria del femminile; Luna Venere Eris Sedna si candidano ad essere i rappresentanti principali di un futuro in cui la coscienza collettiva prenderà più consapevolezza nei riguardi del ritorno del femminile. La scoperta di Eris, inoltre, getta un problema non di poco conto nei confronti di Plutone considerato prima di Eris “ultima frontiera planetaria” che, in ambito astrologico, lo portò ad essere investito dell’incombente immagine archetipica della simbologia della morte; oggi possiamo intuire che Plutone va oltre il banale concetto di “morte”: è custode della trascendenza della coscienza, simboleggia la transizione del dominio e del potere, la rimodulazione delle forze più oscure.


Se in Plutone-Saturno ho sempre visto l’emersione dell’oscurità che prende forma, oggi intuisco che tale considerazione è in parte sbagliata. Mi chiedo, come può un pianeta ctonio come Saturno e oscuro come Plutone, simboleggiare l’emersione dell’oscurità verso la luce (solare) della coscienza se  essi stessi sono proiettati in una “totale oscurità”? Plutone rimane custode dell’oscurità, del buio ancestrale, lo rappresenta in tutta la sua massa e in tutta la sua mole, è dunque il mistero più profondo, che supera anche quello di Nettuno, ma che anche se conosciuto rimane nell’ombra. Mentre Saturno ci parla di una oscurità razionale, di un profondo processo di discernimento che ha lo scopo di mobilitare il contenuto del tema dell’oscurità, verso i processi della razionalità; non a caso Saturno è visto anche come il solco del suolo in cui trapiantare il seme. Manca dunque quell’elemento simbolico che possa far emergere il tema dell’ombra. La scintilla che proviene da Eris (che è trasparenza in Leone) è la luce reattiva e di propulsione che permette a Plutone di svuotare i suoi contenuti e che permette a Saturno di elaborarli con profitto.

Mentre Plutone in aspetto a Saturno cerca di creare nuove forme partendo da materia grezza e oscura, Plutone-Saturno in aspetto ad Eris è l’emblema dei contenuti dell’ombra che fuoriescono senza freni inibitori, come una eruzione vulcanica.


La più celebre e violenta eruzione conosciuta dalla scienza è quella riferita al vulcano Tambora in Indonesia: quella che si verificò il 10 aprile 1815 e classificata dagli studiosi come la più potente dalla fine dell’ultima Era glaciale. L’eruzione sviluppò energia pari a 33 miliardi di tonnellate di tritolo, l’equivalente di 2,2 milioni di bombe atomiche Little Boy. Il fenomeno naturale causò nell’imminente circa 12 mila vittime, mentre i morti successivi causati dagli effetti del fenomeno, per malattie e fame, si stimano intorno ai 117 mila; si è calcolato che i morti indiretti e non strettamente legati all’area eruttiva, come conseguenza degli effetti dell’eruzione su scala mondiale, ammonta a oltre 200 mila vittime. Infatti, l’eruzione del vulcano del 1815 rilasciò da 10 a 120 milioni di tonnellate di zolfo nella stratosfera, provocando sconvolgimenti climatici a livello mondiale. Negli Stati Uniti nordorientali l’eruzione portò una nebbia secca, nonché aria profondamente inquinata; nell’emisfero settentrionale si verificarono reazioni climatiche estreme, il 1816 in quest’area del mondo è ricordato come “anno senza estate”, le temperature diminuirono anche di 2,5°C in alcune aree geografiche rispetto alla media, a giugno del 1816 in Connecticut ci furono vere e proprie gelate, freddo pungente a New England, neve ad Albany e Dennysville, fredo estremo in Canada, a giugno neve in Quebec oltre i 10 cm, inverno tempestoso in Europa, il fiume Elba si congelò per dodici giorni nel febbraio 1816, l’agricolutra fu devastata e il bestiame da allevamento fu colto da improvvise epidemie e malattie a causa del cambiamento climatico repentino del globo terrestre. Si diffuse carestia, aumentarono i prezzi dei beni di prima necessità, gli storici ipotizzano che l’eruzione influenzò la battaglia di Waterloo, dove le truppe di Napoleone incontrarono inaspettatamente condizioni climatiche estreme e severe. Con l’eruzione del 1815, scompaiono definitivamente i tre regni di Pekat, Sanngar e Tambora.

Nel grafico astrologico dell’eruzione si osserva Eris in congiunzione stretta a Saturno e Marte, in IV casa. Se paragoniamo il grafico alla struttura di un vulcano, la IV è la profondità della struttura vulcanica dove Eris innesca la scintilla eruttiva in accordo a Saturno e Marte; Plutone Mercurio sono sovrapposti allo stesso grado, parte dai due pianeti una quadratura a Nettuno, che intercetta Venere in un aspetto di biquintile, che a sua volta confluisce verso Saturno-Eris-Marte in un aspetto di quadratura. La cuspide del medio cielo può rappresentare la bocca del vulcano da cui fuoriesce magma, nel grafico è rappresentata dal governatore Sole in Ariete (esaltato) in aspetto dorato a Saturno Eris Marte. C’è una energia profondamente intercomunicativa nei pianeti Saturno Eris Marte Nettuno Plutone Venere e Sole, che in sinergia tra loro hanno rappresentato simbolicamente l’evento eruttivo più potente mai registrato prima, e considerato il più violento dalla fine dell’ultima Era glaciale. Senza Eris nel grafico dell’evento, la potenza dell’eruzione non avrebbe simbolicamente un luogo in cui esprimersi; retrospettivamente, anche se in quel periodo la collettività non aveva coscienza del pianeta, capiamo che l’evento così potente e il più potente mai registrato dalla umanità di questi ultimi millenni, ha la sua ragion d’essere e capiamo che la forza della Natura può essere anche “erisiana”, ovvero violenta oltre l’immaginabile.


Eris è non solo l’archetipo del femminile guerriero, ma è anche la simbologia di tutte quelle forze naturali che appartengono al globo ma anche alla natura di ogni creatura terrestre, e che non ha timore né esitazione di manifestarsi in tutta la sua verità. Eris provoca e sfida la realtà, riportando la coscienza verso la natura più grezza; scuote la verità, la scuote dalle sue maschere di ipocrisia dove l’uomo a fatica tenta di nascondere sé stesso, in un linguaggio convenzionale e conforme ad una norma, trasgredendo le regole non manifesta una realtà-rivoluzionaria, ma identifica una primigenità della Natura stessa, umana e non.

Attraverso Eris sono stato portato a immaginare la realtà come un grande occhio chiuso; Eris è la palpebra che alzandosi manifesta l’entità del Vero.

Eris manifesta la Natura per quel che è, senza veli inibitori. Dunque in aspetto a qualsiasi pianeta rivela, prima di tutto, la natura di quel pianeta nella sua pura entità! Per esempio, se Plutone identifica un’ombra che noi percepiamo a livello inconscio, in aspetto ad Eris quell’ombra si cristallizza, manifestandosi di luce erisiana che, ricordo ancora, è luce solare nella sua trasparenza dove giace il fuoco del Leone, domicilio del Sole, Stella Madre del nostro sistema vivente. Eris non deve spaventare come simbologia perché i suoi effetti positivi si evidenziano a lungo termine, quando dagli eventi distruttivi il collettivo potrà nei suoi processi evolutivi catalizzare cambiamenti significativi dell’intera struttura vivente in cui si esprime, stimolandoci a intraprendere nuove strade, o anche strade già battute ma da percorrere in una nuova consapevolezza.

PROSSIMI ASPETTI SIGNIFICATIVI DI ERIS
con orbita stretta

Le Grandi Congiunzioni nel Sinodo del Capricorno del 2020 coinvolgeranno anche ERIS che al 23° dell’Ariete sarà in aspetto di quadratura nel momento in cui si compie la congiunzione Saturno-Plutone (dal 12 gennaio 2020 e seguenti…) in cui saranno coinvolti anche Sole e Mercurio; e Plutone-Giove (5 aprile 2020 e seguenti). Le Grandi Congiunzioni nel Sinodo del Capricorno avvengono in aspetto di congiunzione ai Nodi Planetari di Saturno Plutone entrambi nell’asse sud Capricorno nord Cancro, nodi planetari in aspetto di quadratura a Eris, aspetto che potenzia enormemente la ciclica Saturno-Plutone e Giove-Plutone nel Sinodo del Capricorno. Seguono grafici.