Quando parliamo di segni zodiacali, possiamo disquisire sui loro caratteri basandoci anche sulle dignità planetarie che intendono rappresentare. Essendo un morpurghiano, considero nel mio pensiero astrologico le dignità proposte da Lisa Morpurgo che, a mio avviso in modo logico coerente e matematico, ha stabilito per ogni segno zodiacale una relazione specifica con i 12 Corpi del Cielo (che chiamiamo pianeti) morpurghiani: Sole Luna Mercurio Venere Marte Giove Saturno Urano Nettuno Plutone X-Eris e Y-Sedna. Ad ogni corpo qui elencato, è associata una esaltazione in una specifica simbologia zodiacale.

PIANETA ESALTAZIONE
SOLE ARIETE
LUNA PESCI
MERCURIO SCORPIONE
VENERE CANCRO
MARTE CAPRICORNO
GIOVE TORO
SATURNO BILANCIA
URANO VERGINE
NETTUNO AQUARIO
PLUTONE GEMELLI
X-ERIS SAGITTARIO
Y-SEDNA LEONE
   

Ho cosi meditato e riflettuto su ogni esaltazione, indicando delle “caratteristiche” di ogni segno zodiacale, traducendo aspetti sottili nel bene o nel male che possono emergere in queste simbologie.

ARIETE COME ESALTAZIONE DEL SOLE
Entriamo nel regno di Fuoco con l’eroico ARIETE, esaltazione del Sole! Brucia, brucia di passione e di vita, povero Ariete considerato un guerrafondaio, spietato assassino, distruttore di uomini, la sua esaltazione esprime la vera simbologia del battito cardiaco, pulsione incessante, come un ritmo di tamburo, come una marcia di guerra, la guerra della sopravvivenza, che intende abbagliare attraverso la sua incantata luce il nemico oscuro, la cui arma è la Spada della Notte, ogni cosa che trafigge precipita nella mezzanotte dell’anima! Così l’Ariete nella sua esaltazione è spirito vitale, è la celebre Scintilla Divina evocata dai saggi sufisti, è la particella di luce che dà al nostro corpo un’animata vitalità. Guai a colui che impedisce al Sole di Sorgere, che impedisce alla Luce di penetrare, che impedisce al Calore di irradiare: vedreste tutta la potenza del Fuoco Arietino; il Sole Esaltato è Sole pronto ad esplodere e a rivelare una “seconda forma” dietro quella visibile, e dietro alla forma visibile si cela il Sole Nero, il collasso della Stella, che genera energia non concepibile che lacera le trame del tempo e dello spazio, generando un pozzo oscuro che fagocita ogni microscopica particella di luce! È la violenza più elevata e più nobile dell’Ariete, quella non marziale ma solare, fagocitante luce (vita) ecco che si trasforma in Vampiro Assetato di Vendetta! Una vendetta mai gratuita, ma sempre motivata da un grave torto. Povero colui che si è fatto nemico un Ariete, il Sole sta per esplodere, preparati all’oblio del Nero Sole.

TORO COME ESALTAZIONE DI GIOVE
Il TORO è esaltazione di Giove. Considerato ruminante psichico è nella sua esaltazione espressione della interiorizzazione delle energie titaniche, è il segno sorgente di Zeus Guerriero, condottiero della battaglia tra gli Dei dell’Olimpo e gli arcaici Titani guidati da Saturno-Crono. È la lotta tra nuovo e vecchio mondo. Dolce, amabile, premuroso, attento alla forma il Toro nella sua esaltazione sprigiona l’astuzia di Giove, amplificando il concetto del “possedere” e del “posseduto” che diventa impellente bisogno di radicarsi sopra le forme distrutte e le consuetudini obsolete. Altro che segno della tradizione e del conservatorismo: l’energia titanica è quella che il Toro intende governare e piegare alla sua Nuova Forma, lo fa con un Amore corpuscolato, ovvero dotato di sostanza particellare che è materia cementificante di un nuovo registro. Nell’esaltazione del Toro, l’azione fagocitante di Saturno è invertita: Giove intende fagocitare l’energia titanica intrappolandola in sé stesso, su cui poggiare nuovi edifici, nuove torri del Sapere. Lo fa con il dono del Dominio sulla Materia, un dominio non asettico e freddo ma piacevolmente edonistico, prova piacere nel contravvenire la tradizione, proponendo nuove forme in cui riunire la schiera dei suoi diletti seguaci con cui marciare verso la conquista del mondo subterrestre. Usa i morti mietuti in battaglia come zolle di terra su cui poggiare lo zoccolo, la sua ira è feconda, da ciò che distrugge rinasce il Fiore della Vita.

GEMELLI COME ESALTAZIONE DI PLUTONE
Il Gemelli sono esaltazione di Plutone. Attenti dunque… a non sottovalutare l’adolescenzialità geminica, la perenne disponibilità, perché ogni buona azione di un gemelli è sempre soppesata dal segno stesso da una verifica di coerenza rispettosa. Se ti leghi ad un Gemelli e ricevi suoi favori, sappi che sei vincolato ad egli, in un patto dove se si pecca di insolvenza, etica ed emotiva, il Gemelli sprigiona la sua più profonda oscurità che non ha rivali temibili, nemmeno dal tenebroso Scorpione. E quando la coerenza viene a mancare e il Gemelli si accorge di essere usato quando fa “comodo”, rischiate vostro malgrado di capire cos’è l’esaltazione di Plutone, in modo tangibile e concreto. La leggendaria superficialità del segno, è desiderio vivacizzante di elettrizzare i pensieri, l’intelletto, rendendo ogni cosa piacevolmente comprensibile, comunicabile, assimilabile; il Gemelli necessita sempre di una controparte, a cui si lega come fosse un fratello, e se questo legame disattende l’aspettativa, apriti Terra che emerge Plutone! Nel segno è forte la simbologia plutonica, questo suo essere profondamente proiettato nell’ombra alla ricerca di risposte profonde, che tuttavia spesso possono confondere o inquietare, è attratto dall’ombra ma nello stesso tempo ne ha timore. Questa energia conferisce al segno anche una potente reazione emotiva, a volte violenta e distruttiva, altre carismatica e magnetica.

CANCRO COME ESALTAZIONE DI VENERE
Il Cancro è l’esaltazione di Venere. Entriamo nel regno dell’Acqua con il primo segno che intende rappresentare quella dolce. Il segno va a caratterizzare l’esaltazione della Venere, dove il simbolo planetario manifesta tutti i suoi aspetti più sottili, in luce e in ombra, alla massima potenza. È l’elemento acqua a risaltare nella Venere irradiata dai raggi del Cancro: il Cancro intende dare una forma all’amore, diventando egli stesso contenitore di questo etereo e impalpabile sentimento. Il segno è notoriamente amorevole, sensibile, delicato, un po’ diffidente all’inizio ma poi disposto all’esperienza dell’abbraccio. Ma il suo punto debole, dove trascende ogni equilibrio ed impazzisce esprimendo i suoi caratteri più violenti, è proprio l’Amore: l’essere amati con tradimento, o il sentirsi rifiutati dall’amato. Mai tradire un Cancro, mai offenderlo nei sentimenti: la sua notoria compassione diverrebbe improvvisamente oscura vendetta; nell’esaltazione del Cancro, Venere può assumere le sembianze di Dea Sanguinaria nella sua qualità di elikopblépharos, un aspetto oscuro della Dea che ipnotizza i suoi nemici, li abbindola, rendendoli inermi per poi ucciderli in modo spietato. Così l’arma più nota del Cancro è quello del saper attendere il momento migliore per colpire in modo diretto, e puntuale. Sopporta silenziosamente, zittendo i suoi malesseri, lascia che l’altro distrugga o offenda i Sacri Recinti dell’Amore, guarda impassibile la distruzione delle forme che credeva di aver messo al sicuro. Ma quando tutto è stato svuotato, apre le sue braccia e nell’atto di accogliere, stringe e strangola, soffoca, proibendo ossigeno e facendo annegare i suoi nemici. Mai deludere un Cancro, mai abusare di un sentimento o non essere sinceri su ciò che realmente si prova, mai giocare con i suoi sentimenti: rischiereste di vedere l’oscura signora elikopblépharos pronta a venirvi contro.

LEONE COME ESALTAZIONE DI Y-SEDNA
Il LEONE è esaltazione di Y-Sedna. L’esaltazione del Leone conduce lo sguardo dell’osservatore nell’energia degli abissi più profondi, è il fuoco magmatico che esce dai vulcani marini, regno di Sedna. La dea dei vulcani marini è nella sua esaltazione leonina emblema di una “forza” misteriosa e profonda del Leone, è lo spirito vitale primordiale che anima il liquido della vita. Nell’esaltazione del Leone vediamo l’incessante rifluire della vita, che non intende indietreggiare e si manifesta come pulsione innata e sempre esistita! La Terra emerse dalle acque misteriose, creatrici, dell’Universo, come ogni bambino esce dalle acque amniotiche nettuniane la vita è nel Leone emersione e immersione continua, di un processo di rinascita eterna. Nell’esaltazione di Sedna incontriamo la simbologia del Leone che incarna il processo rivivificante che parte dalle acque profonde e come un vento di fuoco anima la materia primordiale, lo spirito incessante che pulsa in ogni cosa. Mai ritenere un Leone sconfitto, è pronto nella sua esaltazione a sorprendere tutti, la sua veemenza vitale è eruzione di fuoco negli abissi di Sedna, la lentezza è contrapposta alla metamorfosi, risorge come una Fenice ma lo fa non nell’aria ma nell’acqua, è hydor zōēs (acqua di vita), che concede gratuitamente agli assetati, è lo Spirito Santo sotto forma di linfa vitale, inesauribile, che conferisce un senso a tutte le cose. Così con queste forze arcaiche mai ritenere un Leone sconfitto, in qualche modo saprà risorgere sorprendendo i suoi nemici, come emblema di un eterno rifluire, sotto infinite forme.

VERGINE COME ESALTAZIONE DI URANO
La VERGINE è l’esaltazione di Urano. Siamo arrivati nel regno della Vergine, le terre sono aride, i frutti maturi, i fiori seccati conservano i semi. La Vergine raccoglie e conserva. È nell’esaltazione di Urano emblema dell’ideazione-materica, non utopia-aquariana ma concreta ragione capace di ricavare dalle sterpaglie prodotti utili per il divenire. Così perspicace, attenta, instancabile ragioniere dello zodiaco, il suo procedere è metodico. Maledetto colui che intenderà disfare le forme raccolte dalla Vergine, condannato nell’oblio è colui che depaupera l’attenta e meticolosa raccolta dei nutrienti. Cosi magnanima, esprime materna apprensione per sé stesso e i suoi amati, toglie dalla sua bocca per dare a chi ha accanto, si priva di lussi, di meraviglie, di gingilli, di leccornie, pur di conservare e accumulare per i tempi difficili dell’inverno. Questo non è forse amore lungimirante? Così, colui che offende le sue forme, abusa delle sue risorse – indebitamente – chi demolisce, abbatte, smantella le sue riserve, vedrà esaltarsi il carattere uranico del segno: astuzia furbizia al servizio dell’ideazione-materica finalizzata a recuperare, riparare, i danni subiti. E quando i danni sono leniti, distrugge colui che non merita di goderne. La vendetta della Vergine è calcolata, meticolosa, usa le tecnologie di Urano per arrivare a colpire, non lo fa con violenza fisica, ma con energia psichica che come un’onda sonora supersonica rompe i cristalli dell’anima, in cui sono conservate le nostre fragilità, che liberate si mostrano alla Vergine. Lei si contorce di dolore, per l’amore deluso, ma presto alza la testa, nel riscatto emotivo sferza il suo colpo mortale che è il flagello divino della Fame e della Carestia, lascia morire di espedienti i nemici, apre le sue Ali e vola in alto guardando con soddisfazione, e a debita distanza, chi è stato sconfitto dalla troppa cattivanza.

BILANCIA COME ESALTAZIONE DI SATURNO
La BILANCIA è esaltazione di Saturno. Mai sottovalutare la capacità decisionale della Bilancia, perennemente considerata incapace di decidere, perché sempre in bilico tra il cosa fare e il come farlo, in una via di mezzo in cui in apparenza non si prendono scelte, ne decisioni; il segno si crogiola nel tempo, sgrana i minuti, le ore, i giorni, i mesi e gli anni, poi manifesta la sentenza. Il tempo, nelle mani di Saturno, esaltazione in Bilancia, ecco che l’oscuro Guardiano della Soglia alza la Falce e colpisce, separando e dividendo! La Bilancia quando sprigiona la sua “esaltazione” emana l’essenza più acuta di Saturno, da segno delle “relazioni” diventa segno della “divisione”, netta e brutale, è la Decisione Finale della Bilancia che se pur arriva in ritardo, quando arriva è per sempre, inamovibile, irrecuperabile, perentoria, autoritaria, imperiosa, indilazionabile. Mai dubitare della capacità della Libra di saper scegliere! Austera e perentoria, la Bilancia nella sua esaltazione ci ricorda il rigore della ragione, e la necessità della coerenza e della ponderazione, per Giudicare è necessario saperlo fare con coerenza e capacità di essere giusti nella decisione.

SCORPIONE COME ESALTAZIONE DI MERCURIO
Lo Scorpione è l’esaltazione di Mercurio. Qui siamo nel regno dell’Acqua sotterranea. Sono i rivoli di acqua che ritornano verso il Regno dei Morti, sono gli umori dei cadaveri che ritornano nel fiume Lete, il Fiume dell’Oblio! Nell’esaltazione incontriamo Mercurio nei suoi caratteri di psicagogo, ovvero traghettatore delle anime disincarnate verso il regno che gli compete. Lo Scorpione, segno così oscuro e torbido, in apparenza disinteressato ad ogni cosa che riguarda “gli altri” e concentrato esclusivamente su ciò che appartiene alla sua sudicia tana … è nella esaltazione terribilmente fragile e soggetto alle paure della mente, quelle generate da Mercurio che proiettano nello Scorpione immagini di inquietudine, di fine, di morte, di distruzione, di cose che vengono tolte o proibite, di invasioni non richieste, di violenza. Di cosa hai paura, Scorpione? La sua più grande paura è il senso di “non appartenenza”, il ritrovarsi proibito di punti di riferimento, di stabilità, di persone di cui fidarsi, per questo è geloso e possessivo, teme visceralmente di rimanere solo nella sua tana che diverrebbe così inutile rifugio d’amore. Così Mercurio psicagogo incarna nelle sue sembianze di “tramite tra regno dei vivi e regno dei morti” il pensiero del suicidio, unico segno quello dello scorpione dotato di pungiglione venefico, che può autoinfliggere contro sé stesso, morendo piuttosto che accettando certe realtà. Questa è l’energia terribile e profonda dell’esaltazione dello Scorpione, nei momenti più terribili del suo esistere sente che qualcosa di sé sta morendo, accetta tale perdita, e da essa tuttavia rinascerà una grande consapevolezza, che lo indurirà esteriormente, ma che lo rafforzerà emotivamente.

SAGITTARIO COME ESALTAZIONE DI X-ERIS
Il selvaggio SAGITTARIO è esaltazione di X-Eris. Il segno esaltato emana tutta la crudezza e l’inclemenza della discordia divina. È evidente in questa esaltazione il carattere centaurico del Sagittario, convinto del suo Sapere è tuttavia frequentemente sottovalutato. Le sue conoscenze e consapevolezze sono spesso fraintese dalla tracotanza edonistica e boriosa, che lo portano ad essere umiliato e vessato da chi non lo comprende realmente. Privato della compassione, nel Sagittario si solleva l’infuocata Eris che non ammettendo di essere mortificata ed esclusa, agita ed escogita vendette sottili e prepotenti reazioni. Mai, dunque, sottovalutare un Sagittario: il non saperlo ascoltare ed accogliere, e il non saperlo comprendere con amorevole compassione, manifesterà in lui la disunione della volontà che diventa dissidio, rivalità, avversione violenta e bestiale! La realtà è così soggetta alle forze erisiane, alterate dalla sola sete di vendetta sugli altri, con minuziosa precisione colpisce verso i punti deboli del suo nemico, ingannandolo nelle forme alterate che sa creare con dovizia pur di avvantaggiarsi sugli altri. Mai inimicarsi un Sagittario, sperimentereste l’ira funesta dell’assetata Eris, sempre pronta a dare una mano agli uomini in cerca di vendetta. Il Sagittario porta con sé la fiamma olimpica, il fuoco divino rubato da Prometeo attraverso l’inganno, che portò Zeus a ordinare la nascita di Pandora, poi colpevole di aver aperto il noto vaso da cui tutti i mali del mondo sono stati liberati; in questa energia olimpica emerge l’ombra della vendetta-erisiaca, incarnata nell’esaltazione di Eris: è pronto a difendere sé stesso, anche a costo di violente vendette mascherate in inganni.

CAPRICORNO COME ESALTAZIONE DI MARTE
E cosa dire dell’onestà del CAPRICORNO, del suo essere audace e fiero sino alla fine! Colui che porta sulla vetta più alta ogni suo intento, perché lo scopo finale è vincere su tutto e tutti! Chiunque impedisce al Capricorno di “dimorare” sprigionerà in egli l’esaltazione di Marte che non è fuoco amorevole e accogliente ma è Pietra Liquefatta che può raggiungere i 1.200°C. Il Capricorno esaltato è Pietra Fusa, che fonde e distrugge le alture, liquefà la Legge (ragione) riportandola allo stato originario (istinto), fonde ogni cosa distruggendo ciò che ha creato e riportandolo negli abissi. Perché ciò che non può conquistare, diventa inconquistabile per chiunque. Mai impedire ad un Capricorno di realizzare il suo volere: ciò che non prende forma nel segno, diventa magma distruttivo, tutto ciò che si frappone alla sua culminazione è sconvolto dalla sua ferocia magmatica, che corrode le forme, distruggendo ogni cosa, anche ciò che è stato già conquistato. Non accetterà mai il compromesso, ne di coabitare sulla stessa vetta.

AQUARIO COME ESALTAZIONE DI NETTUNO
L’AQUARIO è esaltazione di Nettuno, il segno più originale tra i Grandi Dodici del Cielo, colui che porta la nomea di essere un intruso non-umano tra umani senzienti, la cui esaltazione culmina nel Regno Salino di Nettuno: mai ritenere i pensieri del segno fuori da ogni logica, perché essi intendono rivolgersi all’ideale più alto, c’è una ragione e una razionalità imperscrutabile nel segno, una cognizione di causa che viaggia lungo il flusso dell’acqua nettuniana, è liquor cefalorachidiano, sciocchi coloro che ritengono il segno “anacronisticamente originale”, l’Aquario è in contrasto con il proprio tempo che, non riconoscendolo, lo porta ad essere antidiluviano per eccellenza, così si ingegna e si attrezza tra tecnologie ed eroico fiuto immergendosi nell’Acqua Enosìctonia, in perenne apnea trattiene il respiro, nessuno può seguirlo, perlustra come un sommergibile gli abissi più profondi, in ricerca di una cosa insospettabile: Amore allo stato liquido! L’Aquario è il traghettatore delle informazioni rielaborate al fine di fornire risposte in tutto l’organismo; è un esistenzialista, non un alienato dei nostri tempi, ma un fragile e amorevole Angelo caduto dal Cielo perché ha osato sfidare l’Altissima Legge della convenzionalità e della norma, ponendo il dramma del perché delle cose. Cerca, ricerca, perennemente. Sii tu Sacramento iniziatico, la cui meta è l’accesso alla risposta definitiva: apocalittica.

PESCI COME ESALTAZIONE DELLA LUNA
Il Pesci è l’esaltazione della Luna. Qui siamo nel regno dell’Acqua salata. Nell’esaltazione della Luna incontriamo una potente simbologia zodiacale, quella dei Pesci che qui intende rappresentare l’Amnios Germinativo, la sacca in cui per mezzo di un liquido galleggia il germe-vivente, matura e cresce fino a diventare individuo senziente per essere poi partorito, dato alla luce. L’esaltazione rappresenta esattamente il momento in cui la Sacca Amniotica si rompe: è la fuoriuscita dai genitali femminili delle Acque Conservative della Vita che danno il segnale di una nuova nascita in arrivo. Il Sacro Graal non è la coppa che contiene il Sangue ma è la coppa che contiene l’Acqua Amniotica, potente liquido spirituale che inebria la Carne di Spirito Vivente. Nell’esaltazione della Luna, la simbologia dei Pesci intende esprimere l’esplosione germinativa della Vita! Nell’esaltazione della Luna in Pesci è rievocata la figlia di Zeus (Giove) e di Selene (Luna), ovvero Pandia dea del plenilunio: fanciulla splendente che illumina l’oscura notte, l’acqua dei mari assorbe il chiarore della Luna Piena, brilla e scintilla di vita. Il segno Pesci nella sua esaltazione è pura fertilità generante Materia Creazionale, generante intelligenza emotiva, creativa abbondanza. È la Luna dei Licantropi, creature umane-metamorfiche che sotto l’influsso della Luna Piena possono assumere le sembianze del Lupo (Guardiano Lunare) dell’Orso (Custode della Legge del Cielo e della Terra) del Bue (Guardiano della Fertilità) del Gatto (Protettore della Soglia tra mondo della materia e mondo dello spirito). L’aspetto oscuro di questa esaltazione è nella trasformazione di un contenuto in apparenza innocuo, in mostruoso essere mosso da incredibili energie di forza, dominio e violenza inaudita. È il sistema difensivo dei Pesci che quando è sottoposto a pericolo di vita si trasforma in ultima istanza in creatura totemica, violenta e feroce, disposta a qualsiasi costo a proteggere la Vita emersa.

Franz