Ritengo sia doverosa la premessa che l’evento avvenuto a Genova non è colpa di un astro, di un pianeta, o di una particolare conformazione del cielo, altrimenti tutta la comunità astrologica dovrebbe essere considerata colpevole di non annunciare, in tempo utile, disastri del genere; e se fosse realmente possibile stabilire eventi del genere, vivremmo in un mondo di pace e di serenità quotidiana. Tuttavia l’astrologia può analizzare un evento nel momento in cui accade, e da questa analisi trarre delle riflessioni, dei pensieri su cui ragionare, commemorando il dolore e il momento. Più di questo non è possibile fare. Non esiste alcuna casualità negli eventi, perché essa banalizza la realtà oggettiva di un fatto, e semplifica troppo il ragionamento. Un evento avviene perché una serie di fattori lo producono: la casualità è un termine superato anche dalla scienza! Ogni cosa presenta una logica, un ordine specifico. Nel caso della tragedia di Genova ancora poche sono le notizie in merito, ma pare che qualcuno abbia visto un Fulmine colpire il Ponte, dopo di che il cedimento e il crollo. La casualità non esiste, perché quel fulmine avrebbe potuto colpire chiunque e dovremmo dunque essere ogni giorno, in ogni momento, in allerta che per effetto del caso saremo colpiti da un fulmine. Il fatto che sia stato colpito specificatamente quel punto esatto del Ponte Morandi ha causato la tragedia, se fosse stato colpito un altro punto, forse il ponte sarebbe ancora lì e nessuno parlerebbe di questa tragedia.

LA CARTA DI NASCITA DEL PONTE MORANDI

Il ponte Morandi è rappresentato da questa carta di nascita, momento dell’inaugurazione avvenuta il 4 sett 1967. Notiamo uno stellium in Vergine dove abbiamo ben 6 pianeti in segno di Terra. Sole-Luna sono praticamente combusti, e l’eccesso di Terra si scontra con la totale assenza di pianeti in elemento Aria. Un Ponte è in un certo senso “una struttura galleggiante” che permette di collegare due punti irraggiungibili via terra. Il ponte sostituisce la via terrestre, è sospeso in aria ma l’elemento aria non è per nulla rappresentato. Il ponte nasce sotto cattive “stelle” – è un modo di dire, non significa che la causa è degli astri, certamente la responsabilità della precarietà del Ponte è un fatto riconducibile alle scelte dell’uomo. Ma l’astrologia studia la correlazione di sincronicità possibile tra due eventi, nel momento in cui il ponte venne inaugurato, le stelle descrivevano una profonda “precarietà” del Ponte, una sua instabilità, lesioni di vario titolo ed ordine, dalla qualità degli elementi coinvolti, dall’assenza dell’elemento aria, dall’eccessiva presenza di congiunzioni combuste.

Non a caso pochi anni dopo l’inaugurazione, il Ponte fu soggetto a interventi frequenti a causa della pessima qualità del calcestruzzo, nonché a diverse problematiche che obbligarono sin dagli anni settanta a risanamenti dovuti al degrado dell’impalcatura a fessurazioni varie, e sempre all’uso di materiali di bassa qualità; ci furono errori di valutazioni sugli effetti della viscosità che causò spostamenti delle strutture dell’impalcato, deviazioni sulla progettazione costrinsero a interventi di manutenzione frequenti a tal punto che dopo il 2000 molti architetti e ingegneri esordirono dicendo che i costi della manutenzione stavano superando gli investimenti della realizzazione del ponte stesso.

EVENTO DEL CROLLO – è osservabile chiaramente l’allineamento Chirone radix con il Chirone di transito del 14 agosto 2018; in questa giornata precisa è interessante osservare questo tipo di attivazione che amplifica le simbologia della vergine appartenenti all’inaugurazione del Ponte Morandi. Il ciclo di chirone dura circa 50 anni e in questo caso il disastro del Ponte Morandi è coinciso con il Ritorno di Chirone sul Chirone di Nascita.

CHIRONE CHE TORNA SU CHIRONE per un oggetto come un ponte può simboleggiare la sua “fine utilità” che qui è stata segnata purtroppo con un evento così tragico… probabilmente questo Chirone segna anche la necessità di sostituire il ponte come indicato anche da molti ingegneri e architetti prima dell’evento tragico di oggi, con dei progetti noti che sostituiscano la funzionalità del ponte. Il ponte morandi nei suoi ultimi anni di vita ha simboleggiato la fine di Chirone nella nota storia leggendaria del mito.

CHIRONE COME PONTE – è stato definito ponte in molte esegesi del simbolo, da illustri colleghi astrologi, in quanto simbolo di traghettatore tra uno stato di coscienza e un altro; nella simbologia karmica e individuale, Chirone è il guru interiore, che non insegna nulla ma guida all’esperienza ed è dunque il ponte da attraversare per raggiungere un’altra realtà, un altro mondo, una nuova esperienza. Chirone come oggetto può dunque trovare una simbologia nei ponti come strutture architettoniche, in quanto simbolo di comunicazione tra due lembi di terra altrimenti non raggiungibili.

PER EVITARE EQUIVOCI – qui non si sta dicendo che il crollo è dovuto al ritorno di Chirone su Chirone radix; si analizza solamente l’evento di sincronicità, e si osserva come nel tema dell’inaugurazione del Ponte Morandi, l’allineamento più marcato è rappresentato dal ritorno di Chirone sul Chirone radix.

L’evento era prevedibile? Con gli strumenti a nostro possesso no… ma certamente le cicliche planetarie se fossero inserite all’interno di un mega-cervellone ci potrebbero segnalare i momenti di maggiore criticità dei luoghi e degli oggetti di interesse collettivo. Non abbiamo la possibilità di monitorare ogni struttura, ogni opera architettonica, ogni città, sarebbe veramente una cosa impensabile farlo in autonomia e senza l’ausilio di strumenti di analisi elaborata, ma l’evento del crollo presenta una sincronicità evidente, il che ci porta anche a riflettere sulla precarietà dei beni comuni e su come molte opere di uso collettivo siano state costruite con poca attenzione sulla sicurezza di tutti.

L’Evento cosa evoca?  Simbolicamente può rappresentare la necessità di riflettere su ciò che stiamo separando, su ciò che stiamo tentando di allontanare da un Luogo ad un Altro, sui sentimenti di separazione e di allontanamento da un bene comune, una via che si interrompe, un venir meno della libertà di migrare da uno stato di coscienza ad un altro, un ponte che crolla può rievocare il concetto della separazione, del ritiro da parte della coscienza collettiva all’esperienza collettiva stessa, un chiudersi nelle proprie terre separandosi dalle altre terre. Tutto questo avviene in un momento storico dove il mondo moderno tenta, attraverso le sue paure, di allontanarsi da quei luoghi del mondo diversi, poveri, da cui provengono paure incondizionate e complesse, immotivate ed esagerate.