La vicenda criminale della Cianciulli è dura, spietata; quando lessi la sua biografia e i dettagli dei suoi delitti, dire di aver provato disgusto è poca cosa. La Cianciulli è chiamata “La Saponificatrice”: le sue vittime sparivano nel suo calderone, ridotte in melma gelatinosa per ricavarne sapone che, senza alcuna inquietudine, regalava volentieri ai suoi vicini. Le note biografiche della criminale non mettono in luce una infanzia particolarmente difficile. Fu solo dal 1917, all’età di 23 anni, che la decisione di sposare suo cugino Raffaele Pansardi suscitò molti malumori in famiglia, a tal punto che la madre maledì la figlia alla vigilia delle nozze, contrariata da questa scelta, e distaccandosi definitivamente dalla figlia.  Leonarda è nata il 18 aprile 1894 alle ore 18:00, ad Avellino (fonte astrodienst). Il 1917 segna per lei la separazione dal contesto famigliare, avvenuto con trauma (la maledizione della madre) e quindi non una separazione naturale frutto di una scelta condivisa; il suo matrimonio fu motivo di diniego e vergogna. 

OSSERVAZIONE DEL TEMA DI NASCITA – osserviamo in grandi linee il suo tema radix; la prima cosa che salta ai miei occhi è l’assenza di pianeti fondamentali nell’elemento Terra; vi è dunque una totale assenza di questo elemento, il che mette in luce un problema non di poco conto, ovvero la necessità di “compensare” tale assenza utilizzando altri elementi. Una carenza di elemento Terra simbolicamente rievoca il concetto dell’alienazione, dunque lo sradicamento dalla realtà oggettiva e una profonda incapacità di adattarsi ai cambiamenti della vita. Quando un elemento è assente, esso viene compensato dagli altri. L’elemento Terra rievoca il temperamento freddo + secco; i due caratteri saranno presi da altri elementi. Il carattere freddo nel tema di nascita di Leonarda sarà rievocato dall’elemento Acqua (che è freddo + umido) dove troviamo Urano e Venere esaltati; mentre il carattere secco sarà rievocato dall’elemento Fuoco (che è caldo è secco) dove incontriamo Mercurio. Come ho già osservato in diverse casistiche, l’assenza di un elemento spesso si traduce in una “concretizzazione” sul piano della realtà dell’elemento stesso. Leonarda ha scelto di manifestare l’elemento terra assente nella sua struttura astrologica nei peggiori dei modi: ovvero con atti criminali, e in particolare la produzione del sapone dai cadaveri è un evento simbolicamente associato all’elemento terra.

Ma a parte queste considerazioni circa la struttura elementale del tema radix, è evidente che siamo di fronte ad un soggetto venusiano (asc. Bilancia) con personalità saturnina (Saturno perfettamente allineato all’ascendente). Il sapone è un oggetto indiscutibilmente appartenente a Venere, e la spietatezza e la tipologia dei crimini di Leonarda sono così crudi, cinici e spietati che non trovo difficoltà nel vederci la simbologia di Saturno, allineato perfettamente all’ascendente. Ma ritornando all’evento del matrimonio, che a mio avviso ha attivato l’archetipo omicidiario di Leonarda, noto l’opposizione Saturno-Sole, Ascendente – Discendente, vedendo in questo aspetto la profonda conflittualità che il suo matrimonio ha generato nella famiglia di origine, causandone una lacerazione incolmabile arrivata con l’evento della Madre che maledice il figlio, Madre “nemica” del figlio (Luna in Casa Dodici, l’Anatema e la condanna materna).

Le Linee Nere che vedete nella carta radix descrivono la sequenza di simboli planetari in esaltazione (Saturno Urano Venere Sole), la forma geometrica derivante crea lo “spazio sacro” alla manifestazione dell’archetipo dell’assassino, che ha portato a mio avviso Leonarda a lasciarsi andare alla vocazione omicidiaria, spinta anche da una fortissima lesione negli elementi rappresentativi, rappresentata dall’assenza dell’elemento terra come trattato poco fa. Saturno Urano Venere Sole in questo tema di nascita descrivono la natura del crimine e la tipologia del criminale. In Saturno nell’ascendente ci vedo la mente spietata, crudele e organizzata; in Urano che considero congiunto alla II casa ci vedo la follia dei gesti e il macabro rituale, è il calderone della strega che bolle e prepara pozioni; in Venere in V casa ci vedo il contorto gesto che l’ha spinta a compiere queste crimini, come fosse una strega a tutti gli effetti i suoi crimini erano ritualizzati, il sangue delle vittime veniva ad esempio conservato e impastato a latte, uova, farina, per creare biscotti che dava ai suoi figli, lo faceva perché riteneva che in questo modo potesse salvare i suoi figli da un destino avverso, o da una morte improvvisa; nel Sole in VII casa, in aspetto di opposizione a Saturno, ci vedo il dolore inconscio e la profonda ferita emotiva perpetuata dall’Anatema della Madre (che l’ha maledetta prima delle nozze) anatema che Leonarda ha associato alla terribile sorte che toccò ai suoi figli: ebbe 18 gravidanze, 4 con esito favorevole, perse ben 14 figli (4 aborti 10 morti nella culla), che associò alla maledizione della madre.

I cerchi descrivono l’Imago Mater: Luna in XII casa e Marte in IV casa confluiscono ad un vertice potente, dove troviamo Plutone combusto a Nettuno in VIII casa, abbiamo un grande trigono di Aria che ha amplificato la patologia a cui Leonarda è stata associata dagli studiosi del suo caso: il disturbo psicotico. Questo grande trigono di aria rievoca anche la sua passione per le arti esoteriche (leggeva il futuro con le carte) e rievoca il delirio mistico: riteneva di essere la reincarnazione della dea Teti e come la Dea intendeva rendere i figli immortali bagnandoli nelle acque dello Stige.

 

IL PRIMO EVENTO OMICIDIARIO

La prima vittima è Faustina Setti, ha 70 anni, Leonarda la attira a sé con l’assicurazione di averle trovato un marito (la trappola di Venere), la convince di non parlarne con nessuno millantando rischi di invidie e maldicenze (Saturno), convince la poveretta nel darle tutti i suoi beni in gestione, ricevuta questa delega Faustina viene uccisa a colpi di ascia, viene poi sezionata in nove parti, raccoglie il sangue in un catino. Questo il memoriale scritto dall’assassina dove descrive anche la procedure per creare sapone da un corpo umano: «Gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comprato per fare il sapone, e rimescolai il tutto finché il corpo sezionato si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa con la quale riempii alcuni secchi e che vuotai in un vicino pozzo nero. Quanto al sangue del catino, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare al forno lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un poco di margarina, impastando il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita, ma ne mangiammo anche Giuseppe e io….»

L’evento si consumò con il transito di Saturno che nel discendente attivava l’opposizione Sole-Saturno di Leonarda, il nodo Lunare in ascendente e congiunto a Saturno radix, segnava il momento X di Leonarda con il suo destino, ella decise di dar fiato all’archetipo dell’assassino, in lei rappresentato in modo emblematico da Saturno e Venere.

La seconda vittima fu Francesca Clementina Soavi: stesso copione, convince con l’inganno Francesca a fidarsi di lei, le ruba i pochi soldi che aveva, ha ottenuto una delega per gestire tutti i suoi beni. Viene ridotta a pezzi. Saponificata. Il sapone viene regalato anche ai vicini di casa.

La terza vittima è Viriginia Cacioppo, nel memoriale dell’assassina leggiamo: «Finì nel pentolone, come le altre due (…); ma la sua carne era grassa e bianca: quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose. Le diedi in omaggio a vicine e conoscenti. Anche i dolci furono migliori: quella donna era veramente dolce

Il risveglio dell’archetipo omicidiario avviene in una personalità debole, con già evidenti disturbi mentali (psicosi) il tutto amplificato dall’inquietante maledizione della mamma di Leonarda che a mio avviso ha di fatto espanso il delirio di questa donna, ella stessa davanti agli inquirenti afferma di aver ucciso non per odio, non per vendetta ma per amore dei figli, come a volerli difendere da una minaccia incombente, un misto di superstizione, ignoranza e delirio psicotico.

Il processo la vedrà essere incriminata e ritenuta colpevole, rinchiusa in manicomio non ne uscirà più, morirà nel 1970 presso il manicomio di Pozzuoli all’età di 77 anni. Secondo esperti criminologi, lo studio delle vicende criminali di Leonarda descrivono una persona profondamente disturbata e che probabilmente ha perpetrato il suo crimine in uno stato di incapacità parziale o totale di intendere e volere.

UN RARO PEZZO DI LEONARDA CIANCIULLI
che così dal manicomio in cui era rinchiusa giustifica sé stessa

 

BIBILIOGRAFIA
FABIO SANVITALE – VINCENZO MARIA MASTRONARDI armando editore