André Barbault è morto l’8 ottobre 2019.
Fu uno dei primi astrologi che consultai, attraverso i suoi libri tradotti, per lo studio dell’astrologia mondiale, nonché per le sue intuizioni sull’osservazione del grafico di nascita e dei transiti. Mi convinse circa lo studio delle cicliche planetarie, che mi fecero pensare all’astrologia come ad un grande orologio universale, in cui il ritmo del tempo scandisce la fenomenologia della nostra esistenza.

Il tempo non va misurato in ore e minuti, ma in trasformazioni.
(Fabrizio Caramagna)

Apprendo oggi 8 ottobre 2019, alle ore 17:45, della morte di André Barbault, notizia divulgata sulla pagina social del CIDA (link) da Grazia Bordoni (link), che ha condiviso con tutti noi la triste notizia, annunciata a sua volta dalla Federazione Degli Astrologi Francofoni (FDAF link diretto). Ogni volta che qualcuno se ne va, un terribile vuoto interiore mi pervade. Non conoscevo Barbault, se non attraverso i suoi scritti, ma è indiscutibile che coloro che hanno contribuito alla mia formazione, per lo più indirettamente attraverso i loro studi pubblici, hanno per me il fascino del maestro. E quando si perde un maestro, ci si può sentire un po’ smarriti, disorientati, ma si sa… il tempo lenisce tutte le ferite; è così che doveva andare.

Non ho una foto da esibire con lui. Nemmeno un suo autografo. Barbault nemmeno mi conosceva. E onestamente non ci ho mai tenuto a farmi conoscere, mi avrebbe sicuramente bacchettato per le mie tante lacune e per la tanta strada che ancora devo fare nel cammino della conoscenza astrologica. Tuttavia a lui va il mio riconoscimento, per quanto mi ha comunicato e insegnato, sperando di aver potuto almeno apprendere il 5% dei suoi insegnamenti. André è l’astrologo più prestigioso dell’occidente, perché è stato la guida di una “astrologia illuministica”, fatta di studio, ricerca, profondità umanistica, scientifica, psicologica, ha esplorato i vari scenari dell’astrologia nelle sue tante ramificazioni, criticando certe forme di astrologia ma sempre con rispetto per i pensieri altrui, e coltivando quello che ha ritenuto essere più rispondente ad una riproducibilità del dato astrologico.

So di essere, sento di essere, vivo da uraniano, nella maniera in cui conosco ciò che rappresenta il simbolo. Urano è un astro essenzialmente di tensione interiore, di presenza a sé stessi, d’affermazione della personalità. È un fattore di lucidità, di volontarismo, diciamo di mobilitazione interiore estremamente pronunciato; se c’è una parola che può particolarmente corrispondere a questo tipo, è la passione. Sono appassionato. Sono un appassionato nel duplice senso della parola. Nel senso immediato, popolare: essere appassionato vuol dire appassionarsi alle cose, significa essere molto preso, molto mobilitato, molto interessato, significa vivere intensamente ciò che si sente. Ma sono ugualmente un passionale nel senso caratterologico, che definisce il passionale come un essere che punta tutto su una sola carta, che è raggomitolato su sé stesso, concentrato, che ha un potere di mobilitazione della propria persona e di raccoglimento su sé stesso. Mi è quindi possibile mobilitarmi integralmente e totalmente, non solo nell’istante, ma anche e soprattutto nella lunga durata. Sono l’uomo dall’unica passione; non solamente appassionato, ma con una passione quasi esclusiva, il cui oggetto può diventare l’asse della mia vita, se non addirittura il centro durevole dell’esistenza. Ebbene, risulta che, in quanto uraniano, l’oggetto della mia passione è evidentemente l’astrologia. (citazione di A. B. tratta da “André Barbault: un gigante dell’astrologia contemporanea” – di Enzo Barillà link diretto)

In questo momento un “flusso mistico” è indirizzato verso André Barbault: tutta la comunità italiana ed estera sta, attraverso i social, apprendendo la notizia e ricordando l’indiscutibile Padre dell’astrologia contemporaena, fatta di apertura e modernità, ma anche di studio, rigore e serietà, elementi che tutti noi più giovani dovremmo apprendere come corretto esempio di un modo di porsi, nei confronti dello scibile astrologico, un modo mite e gentile, senza protagonismi, senza clamori o eccessi.

In queste ore, google trend sta tracciando la mobilitazione della comunità astrologica mondiale, la chiave di ricerca di Andre Barbault è improvvisamente schizzata verso la saturazione. Tutti noi, in ogni parte del mondo, lo stiamo ricordando, come giusto che sia.

Non potevo non dedicare un pensiero anche nei siti da me gestiti, ed ho scelto astroteosofia per pubblicare questo breve pensiero, che sono convinto si unisce a tanti altri pensieri che stanno accompagnando il ritorno di André Barbault alla Casa del Padre, l’Universo.

E non posso non guardare il cielo astrologico che annuncia l’exitus di André Barbault e meravigliarmi dell’incredibile energia mistica presente nel suo grafico di nascita, comparato ai transiti del momento. Una serie di aspetti di nascita, combinati ad alcuni transiti del momento, descrivono un Rettangolo Mistico nel cielo simbolico di Barbault. Lo stesso rettangolo che tempo fa definii tipico dei mistici, dei maestri spirituali, di chi porta attraverso sé stesso un insegnamento utile per quanti sono disponibili all’ascolto. Mi piace pensare che Barbault se ne sia andato con questa energia mistica, che ci ricorda nelle tracce invisibili degli aspetti di transito con i punti planetari di nascita una sottile linea argentata che collega il momento di nascita con il momento di morte, in una sacra geometria. Il cielo è in giubilo, perché ritorna a sé stesso la luce che donò nel 1921 al mondo, una Luce che ha guidato l’astrologia e tutti i suoi praticanti – astrologi,, esperti, appassionati, studiosi – in un cammino di elevazione: se oggi l’astrologia contemporanea offre opportunità che in antichità l’astrologia classica non poteva offrire (attraverso intuizioni ed elucubrazioni indubitabilmente di matrice contemporanea), lo dobbiamo a uomini e donne come André Barbault, che attenti alle trasformazioni dei tempi, hanno saputo indicarci nuovi orizzonti da guardare, perlustrare e indagare.

Grazie per tutto questo. Buon viaggio.